Hypokrites

Hypokrites

Confronto Paradossale

Confronto paradossaleda “Vanità” in “Cronache del Mezzogiorno” Domenica 2 Giugno 2002.

Oggi è domenica, dovremmo riposarci, ma non possiamo farlo, il lavoro e le pause ormai sono confusi, un rumore che continua ad assillare, inseguire e noi continuiamo a scivolarci dentro e non ci salviamo più.

Ieri pomeriggio ho assistito ad un esercizio teatrale di un gruppo di giovani di Solofra. Hanno rappresentato, nella parte alta del paese, sulle colline, I Giganti della montagna, un Pirandello aspro, che non riesce a conciliarsi più – in nessun modo – con la scena e la tira al di là di qualsiasi teatro, la spinge nel luogo dello strazio, della lacerazione.

Il tema dei Giganti è l’utopia redentrice della poesia. Un dramma al quale Pirandello non volle o non seppe (forse semplicemente non poté) dare un finale, la necessaria compiutezza. Ebbene, i giovani del gruppo teatrale Hypokrites hanno sfidato le difficoltà e portato la scena su un ampio spazio a forma di ellisse – navata, zattera, cortile – tenuto fermo da grandi alberi, castagni gremiti di vento.

C’è un brano che mi piace citare. Sono parole di Cotrone, capocomico e mago: “Siamo qua come agli orli della vita, Contessa. Gli orli, a un comando, si distaccano, entra l’invisibile”. Realizzata nell’umore verde delle colline, nel sogno di una natura non contaminata, questa rappresentazione diventa un’azione politica, pacifica e giovane, la richiesta di trasformazione dell’inquinamento in purezza, della pigrizia del potere in allegria e movimento. Come se fosse possibile per il fiume Sarno tornare ad essere un Dio, il chiarore notturno di una costellazione.

Rino Mele